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    Patchwork, quale tessuto scegliere per fare quilting?

    Patchwork, quale tessuto scegliere per fare quilting?

    PATCHWORK E QUILTING, COME SCEGLIERE IL TESSUTO GIUSTO?

    Buon giorno a tutti amici di Mercerie For You.

    Dopo una sana pausa tutorial, oggi riprendiamo il nostro corso base sul patchwork ed il quilting.

    Abbiamo visto, aghi, forbici, spilli…ma la stoffa?

    Tra le mille varietà di stoffe e tessuti che il mercato offre, qual è il tessuto migliore per fare patchwork e quilting?

    Oggi vedremo insieme proprio questo: quali sono le principali tipologie di tessuti che il mercato offre, le loro caratteristiche principali ed infine, qual è la stoffa ideale per realizzare una trapunta o lavori di patchwork e quilting.

    I vari tipi di tessuto – una veloce classificazione

    La prima grande suddivisione che possiamo fare quando parliamo di tessuti è in base alle fibre con cui sono realizzati: tessuti naturali, tessuti sintetici.

    I tessuti realizzati con fibre naturali

    I tessuti realizzati con fibre naturali sono ottenuti da filamenti ricavati da sostanze naturali e a loro volta sono divisi in due catogorie: vegetali e animali.

    Cotone, bambù, canapa e lino si realizzano con fibre vegetali. Lana, alpaca, seta e cashmere si producono con fibre animali.

    Le fibre naturali sono generalmente fibre in fiocco;

    Il cotone e la lana per esempio, sono ottenuti dalla lavorazione di fibre corte in fiocco e provengono rispettivamente dalla pianta del cotone e dalle pecore. L'eccezione a questa regola è la seta che, sebbene sia una fibra naturale, è costituita da filamenti; filamenti lunghi e continui che possono essere lunghi fino a un chilometro.

    Fibre Naturali

    Un discorso a parte si può fare per la viscosa che viene prodotta con un processo artificiale partendo da un materiale naturale come la cellulosa.

    I tessuti realizzati con fibre sintetiche

    Nylon, Poliestere, poliammide, poliacriliche, poli….in generale tutti i tessuti ricavati da fibre derivate da prodotti chimici petroliferi.

    Le fibre sintetiche sono lunghe e regolari e sono ottenute esclusivamente con processi chimici.

    Il prodotto di base è il petrolio, che dopo aver subito diversi trattamenti chimici e procedimenti di fusione e pressatura, viene trasformato in lunghissimi filamenti che possono essere impiegati nei modi più svariati.

    Tra i tessuti sintetici oggi possiamo trovare anche fibre derivate da processi di riciclo del pet (la plastica delle bottigliette) o di altri materiali plastici derivati da rifiuti o scarti di lavorazione.

    Spesso si trovano sul mercato anche i cosidetti tessuti ‘misti’ ovvero composti in parte da fibre naturali, in parte da fibre sintetiche.

    Tessuti naturali o tessuti sintetici, quali scegliere?

    Sicuramente dipende dal tipo di lavoro che devi realizzare. Naturalmente ogni materiale ed ogni tessuto ha le sue caratteristiche principali che lo rendono idoneo a usi diversi: grado di assorbimento dell’acqua, velocità di evaporazione, resistenza all’usura, infiammabilità, …

    In generale le fibre sintetiche hanno caratteristiche di forza, termoplasticità e idrorepellenza che le rendono ideali per realizzare capi tecnici, sportivi, ecc.

    Una proprietà chiave dei tessuti sintetici è che si irrigidiscono quando scendono al di sotto di una certa temperatura. Questa temperatura è diversa per ogni tipo di fibra. Se hai mai indossato una giacca da sci in tessuto tecnico di nylon, probabilmente hai avvertito questa rigidità e ti sei accorto che il tessuto emette un suono nitido quando ti muovi.

    Il cotone, la lana ed in generale i tessuti naturali non si irrigidiscono, indipendentemente dalla temperatura.

    Dall’altra parte le fibre artificiali sono più sensibili al calore. Rispetto alle fibre naturali, bruciano e si sciolgono più facilmente.

    Poiché le fibre sintetiche sono realizzate con prodotti a base di olio, non amano l'acqua e non sono assorbenti. Il cotone invece è molto assorbente, è in grado di assorbire fino al doppio del proprio peso di acqua, dall’altra parte evapora molto lentamente.

    Fattori come allergie, traspirabilità, biodegradabilità e impatto ambientale sono ovviamente molto importanti e non devono mai essere dimenticati quando si devono scegliere prodotti o tessuti per abbigliamento, infanzia e biancheria.

    Ma non vogliamo in questo articolo approfondire quale sia la scelta migliore tra tessuti naturali o tessuti sintetici, restiamo concentrati su quale è la stoffa migliore per fare quilting e patchwork, ed in questo caso non è difficile rispondere: cotone di alta qualità.

    Prima regola: solo cotone per quilting di alta qualità.

    In America dove il patchwork è nato, la qualità del cotone è talmente importante che nei negozi esiste una classificazione diversa tra il cotone che si utilizza per la casa (tovaglieria) quello che si usa per confezionare abiti o camicette (ad esempio il popeline) ed il cotone per patchwork, chiamato quilting cotton.

    Quilting cotton o cotone americano – sono la stessa cosa?

    In Italia quello che in America viene chiamato Quilting Cotton, spesso si identifica come ‘Cotone Americano’.

    Il modo più corretto di chiamarlo è cotone per quiliting. Infatti a differenza di quello che comunemente si può credere non è detto che il ‘cotone americano’ sia prodotto solo in America.

    Quali sono le caratteristiche principali del cotone per quiliting?

    Comprendere il termine "cotone americano o cotone per quilting" significa imparare come viene realizzato il tessuto.

    La lavorazione, il numero di fili, la qualità del cotone utilizzato nel processo di tessitura ed il modo in cui il tessuto è stampato e finito, sono gli elementi che fanno la differenza nella qualità finale del prodotto.

    Il cotone per quilting o ‘cotone americano’ di qualità, ha un numero di fili pari o superiore a 68 fili per pollice. (I tessuti batik possono arrivare sino a 200 fili per pollice quadrato.)

    È realizzato con cotone a fiocco lungo, il che significa che le fibre di cotone che vengono filate nei filamenti utilizzati per la tessitura sono più lunghe, più forti e più resistenti nel lungo periodo.

    Il numero elevato di fili per pollice quadrato rendono il tessuto più strutturato e più denso.

    Questo lo rende più durevole e resistente ed impedisce alle fibre dell'ovatta o dell’imbottitura di passare attraverso la trama creando quello sgradevole effetto "barba" quando si trapunta.

    Un numero di fili più elevato rende inoltre il tessuto più morbido e che accetta meglio la tintura.

    Un buon cotone per quilting non si ridurrà nel lavaggio.

    Come riconoscere un buon tessuto di cotone?

    Non potendo sempre avere a disposizione l’informazione del numero di fili per pollice, quali sono le cose da controllare quando si acquista un tessuto in cotone?

    Il produttore: deve essere specificato, spesso anche insieme al designer che ha curato le fantasie di stampa ed all’anno di produzione.

    La trasparenza: un buon cotone guardato in controluce deve avere una trama fitta e regolare.

    La morbidezza: un buon cotone deve essere morbido al tatto, privo di nodi e omogeneo.

    Anche i cm aiutano! il cotone americano o quilting cotton ha una altezza diversa dalle normali pezzature che si trovano in Italia in quanto è in pollici.  In altezza misura ca 110 cm, con qualche piccolissima differenza tra produttore e produttore.

    La qualità dei colori e della stampa

    La stampa è uno dei processi più delicati e complicati della realizzazione del cotone per quilting.

    Il cotone americano ha la caratteristica di avere colori vivaci e fantasie molto ricercate.

    I designer di tessuti lavorano circa un anno in anticipo per elaborare i concetti, che vengono poi convertiti in disegni colorati.

    Il cotone per quilting di qualità viene lavorato con un processo di coloritura, stampa e finitura in più passaggi: prima vengono effettuate le colorazioni di fondo, poi le stampe delle fantasie ed infine, quando presenti, le laminature che danno l’effetto glitter.

    Nel processo di stampa su cotone di scarsa qualità per risparmiare e ottenere un prodotto più economico, si saltano gli ultimi due passaggi, effettuando colorazione e stampa in un'unica fase. Per questo motivo un cotone di scarsa qualità risulterà non solo con una trama molto larga ma anche più rigido, molto sensibile allo sbiadimento del sole e tenderà sia a restringere che a stingere in fase di lavaggio.

    Le regole d’oro Mercerie For You nella scelta dei tessuti per patchwork

    Quindi viste le caratteristiche di un buon cotone per quilting ecco alcuni consigli per scegliere il cotone per i tuoi quilt:

    Ogni tessuto è un investimento. Scegli solo tessuti di ottima qualità.

    Se pensiamo a quanto tempo richiede la realizzazione di un quilt o di un abito, è perfettamente normale che ciascuno di noi desideri che ogni progetto realizzato non sia solo bello, ma che duri nel tempo mantenendo il più possibile la sua bellezza. Risparmiare sulla stoffa accorcierà la vita di qualunque progetto, decretandone la fine magari già al primo lavaggio….

    Chiedi sempre il produttore e le specifiche del tessuto che stai acquistando

    Come per ogni altro prodotto, anche nel cotone americano la marca può fare la differenza. La tracciabilità di ogni tessuto è importante. Il cotone per quilting di qualità ha sempre una storia, un nome, una sua identità e tu hai diritto di saperla!

    Mai dare per scontato nulla

    Una generica indicazione di ‘cotone americano’ o ‘cotone per patchwork’ non è sufficiente.

    Richiedi sempre, se non indicato, la composizione del tessuto (deve essere 100% cotone) e che sia certificato OEKO-TEX (fiducia nel tessile).

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